Una mostra di Roberto Ghezzi per parlare di arte e cambiamento climatico
Non solo il risultato finale, ovvero ciò che infine si tocca con mano, ma anche ciò che accade all’origine. Il libro come risultato di un processo possibile grazie al ruolo decisivo di chi sceglie di investire in un progetto editandolo. A offrire loro una bella vetrina è il festival “Tra i libri di Pistoia. Festival dell’editoria locale”, due giorni (9 e 10 maggio) per aprirsi alla città e raccontarsi a partire proprio da quei libri e da un’attività quotidiana preziosissima.
Da Palazzo Comunale alla Biblioteca Forteguerriana, con sosta anche nel contesto altrettanto suggestivo di San Jacopo in Castellare: i libri arriveranno in ciascuno di questi spazi, per essere maneggiati, conosciuti, assaporati. Mentre per tutta la durata della rassegna sotto il loggiato e nell’atrio di Palazzo di Giano si svolgerà una mostra mercato coi prodotti da sfogliare realizzati dagli editori e dalle associazioni, in Forteguerriana e in San Jacopo in Castellare, con le stanze attigue della Società Pistoiese di Storia Patria a disposizione, si terranno diverse presentazioni che avranno proprio il compito di entrare nel merito della produzione tutta pistoiese.
Nel menu delle due giornate testi d’interesse dei più trasversali: da quello dedicato al maestro Marino Marini, con il catalogo de Gli Ori fresco di stampa a corredo della bella mostra ancora in corso a Palazzo Fabroni di cui parleranno Alessandro Mannelli e Mattia Patti, alla Brigata del Leoncino che, nelle parole di Maria Valbonesi, racconta della sua storia e delle sue attività. Nel programma anche la collana Storia e ricerca sul campo fra Emilia e Toscana del Gruppo di Studi Alta Valle del Reno, presentata dalla sua colonna Renzo Zagnoni, e l’incontro proposto da Metilene sul tema “Sconfinamenti. Artisti e scrittori oltre la città” che vedrà in dialogo Cristiano Coppi, Jonathan Calugi e Paolo Albani.
La storia con gli occhi delle donne nell’intervento dell’Istituto Storico Lucchese filtrato dalle voci di Sandra Magnani, Laura Candiani, Vincenza Papini e Bruna Rossi e poi l’esperienza di editoria “socialmente utile” attraverso il volontariato con Silvana Agostini per l’omonima editrice, Rita Gualtierotti, Daniela Karewicz e Kira Pellegrini. Il tessuto fattivo del libro è vivace, tant’è che la proposta del festival è ancora ricca, potendo accogliere anche l’Associazione ‘900 e Andrea Nannini a parlare IN PROGRAMMA 11 di una narrazione di radici e sconfinamenti lunga quattordici anni, la Compagnia dei Santi Bevitori con il nuovo uscito “Moby Prince. Un’indagine da proseguire” di Patrizio Turi in un dialogo tra Maurizio Gori e Filippo Giaconi, Anna Maria Paolini per l’editore La Traccia Buona con “Pinocchio senza fili: la vita autentica” e Alvivo con l’autrice Alice Parenti e il libro “Il metodo V. Crescere è caotico”.
Dentro la storia locale e non solo e dentro l’attualità del mondo che viviamo, come accadrà con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Pistoia che qui porterà l’ultimo numero monografico della rivista “Farestoria” a cura di Brenda Fedi e Calogero Laneri, mentre Fondazione Valore Lavoro destinerà al festival un’anteprima che ha per oggetto un libro che racconta la storia di una bandiera universale, quella della pace. Fulvia Antonelli e Simone Cangelosi per il Centro di documentazione di Pistoia porteranno il libro “Quasi un secolo. Vita di Lucy Salani”, Luca Mannori e Nicola Bottari Scarfantoni per la Società Pistoiese di storia patria offriranno una panoramica sulle più recenti pubblicazioni e sulle attività in essere della Società stessa e Giampaolo Francesconi racconterà com’è “Fare storia a livello internazionale da Pistoia” portando la propria esperienza diretta con il Cissa; infine Daniele Negri e Carlo Vivoli per Storia e città a dibattere sul tema “Insegnare storia locale: il territorio come laboratorio”. Parole e libri sì, ma nel mezzo anche una parte dedicata alla sperimentazione manuale che parla alla totalità del pubblico, con una proposta sia per gli adulti sia per i bambini.
Si potrà imparare come incartare nel modo più originale possibile libri e oggetti, persino come si crea il foglio a partire dall’esperienza dei maestri cartai o come ci si approccia alla cianotipia a contatto e a una calligrafia perfetta, con i più piccoli che potranno cimentarsi nella sorprendente arte orientale dell’origami. In Forteguerriana ci sarà anche lo spazio per lo scouting, ovvero incontri combinati tra editori e autori: in quella sede si potrà portare quel tanto sognato libro rimasto nel cassetto in cerca di qualcuno che abbia voglia di renderlo libro vero, da comprare in libreria.
Decisamente curiosa ed originale l’iniziativa della “Biblioteca vivente” con gli storici locali che si prestano a interpretare personaggi di un tempo che per motivi diversi hanno segnato la storia della nostra città. I visitatori potranno interrogarli e loro, jukebox viventi, racconteranno del loro passato e del loro contributo allo sviluppo delle antiche vicende cittadine. Nella due giorni resterà visitabile la mostra bibliografica che contiene una selezione di libri, suddivisi in nove sezioni, arricchiti da ex libris, ovvero note di possesso e commenti manoscritti allo scopo di offrire un percorso di scoperta delle biografie e delle collezioni dei precedenti proprietari degli oggetti bibliografici. Una riflessione che invita a soffermarsi sui temi del collezionismo librario dei secoli scorsi, delle biblioteche personali, familiari e di enti, e dei tanti modi ideati nel passato per contrassegnare e identificare i libri.
