La vita incredibile di Atto Melani
La musica, poi la diplomazia; i teatri, poi la corte di Re Sole. Pistoia e poi Venezia, Roma e poi Parigi. C’è di che parlare quando il soggetto è Atto Melani, cantante, diplomatico, informatore e spia, che a Pistoia nacque nel 1626 e che a Pistoia sempre tornò per mantenere vivi i suoi affari e i suoi legami affettivi. Un personaggio complesso e sorprendente che oggi si ricorda nei quattrocento anni dalla sua nascita anche nella sua Pistoia, dopo la due giorni di studi e restituzioni organizzata all’Archivio di Stato di Firenze nel mese scorso. E sono due le occasioni di approfondimento proposte alla città, l’una naturale prosecuzione dell’altra. Data da tenere a mente sarà quella dell’8 ottobre: un primo momento a Palazzo Comunale, cui seguirà poi il taglio del nastro di una mostra dedicata alla Biblioteca Forteguerriana (fino al 31 dicembre).
A tirar le fila ci sono curatori eccellenti come Rita Monaldi, Francesco Sorti – i due autori di thriller storici con protagonista proprio l’abate pistoiese che tanto successo hanno riscosso -, Theodora Maria Sorti e Gianni Pittiglio. Tutto sotto l’insegna di “Atto 400”, a entrare nei meandri di una vita davvero movimentata attorno alla quale ancora oggi c’è ampio margine di indagine. A partire dalle scoperte che ancora si fanno scartabellando in quello che è stato l’inventario Melani e che hanno dato conto di una collezione di opere d’arte ancora oggi irreperibili. «Figlio di Domenico, campanaio della Cattedrale, che lo fece castrare come gli altri fratelli e lo iniziò alla carriera musicale, Atto divenne ben presto un cantante noto ben oltre i confini pistoiesi – restituisce il ritratto Alessandra Toschi dalla Forteguerriana, anche lei una di quelle voci al convegno di Firenze -.
Anche se ha vissuto gran parte della propria vita altrove, a Pistoia ha sempre mantenuto vivi e forti i propri interessi e legami. Tornò frequentemente e così fu, ad esempio, nel 1645 e 1646 rispettivamente per esibirsi in Cattedrale e per celebrare le festività di Ognissanti e Santa Cecilia. La mostra attinge a materiale ancora oggi conservato in Forteguerriana, arrivato grazie a due personalità importanti del collezionismo pistoiese come lo sono stati Ferdinando Martini, scrittore e politico, e Alberto Chiappelli, medico ed erudito locale, fondatore della Società Pistoiese di Storia Patria.
Ad accompagnare questo materiale, una serie di pannelli che mostrano documenti conservati in altri istituti come le biblioteche Nazionale e Marucelliana di Firenze, l’Archivio di Stato di Pistoia e la Labronica di Livorno». La prima delle due tappe pistoiesi a Palazzo Comunale è realizzata con le collaborazioni di Giallo Pistoia odv e Università Vasco Gaiffi e vedrà la performance narrativa dall’ultimo libro di Sorti e Monaldi “Unicum Opus”; racconto di Luca Scarlini e reading di David e Fiore Chevalier.
