Il valore del dono come bene della comunità
Era ottobre 2025. Pistoia veniva ufficialmente investita del titolo di Capitale Italiana del Libro. Merito, lo sappiamo, di un dossier che non ha fatto altro che evidenziare e ribadire una vocazione, un pilastro del fare cultura attraverso i libri: essere con la gente, per la gente, ovvero in una parola essere “comunità”. C’è il senso di tutto questo nel quotidiano della Biblioteca San Giorgio, ancor di più in ottobre un mese tradizionalmente associato al dono, con la ricorrenza del 4 ottobre istituita per legge, che anche la stessa istituzione libraria cittadina celebra proprio allo scopo di valorizzare la partecipazione dei cittadini alla vita della biblioteca che abitualmente donano libri. Il cui destino è, appunto, la comunità di cui sopra.
Perché quei libri donati diventano un patrimonio di tutti. E lo fanno seguendo diverse strade: attraverso le periodiche rivendite in forma di bancarella dell’associazione degli Amici della San Giorgio, attraverso gli oltre trenta punti prestito allestiti fuori dalla biblioteca stessa a garantire capillarità di lettura sul territorio oppure a partire dalle dieci e più casette dei libri installate in città come in periferia, nella logica del prendo, riporto, oppure anche in questo caso lascio in dono. Un movimento vivace che non può non costituire motivo d’orgoglio, tanto che ogni anno la Biblioteca convintamente organizza un momento apposito proprio in concomitanza con il Giorno del dono. In quella sede a ogni donatore viene consegnato un attestato di partecipazione, un piccolo gesto cui però la Biblioteca assegna un valore di riconoscenza enorme.
Ma ottobre, novembre e infine dicembre, seppure ultimo trimestre di questo anno scintillante, saranno anche i mesi nei quali vedranno la luce i tantissimi progetti presentati dalle associazioni nei mesi scorsi e finanziati da Pistoia Capitale, proprio a ribadire quel concorrere collettivo alla “causa libraria” alla cui chiamata hanno partecipato davvero in tanti. Progetti che innalzeranno significativamente la qualità dell’offerta culturale cittadina attivando fonti di contatto, di coordinamento e di rapporto tra le associazioni stesse. Ovvero uno dei lasciti più preziosi di questo anno da Capitale Italiana del Libro di cui non si può che far tesoro con l’obiettivo mirato di costruire futuro: stare insieme, perché così magari è possibile pure che si vada più piano. Ma di sicuro si arriva più lontano.
