Il festival della letteratura verde e del cambiamento climatico

Niente di futuristico o immaginato, non una proiezione ma una realtà. Quella stessa realtà che agisce anche sul linguaggio, al punto che più che di “cambiamento” oggi occorre parlare di “crisi” climatica. E se la scienza già da tempo ha aperto il dibattito, a portare il proprio contributo non potevano mancare i libri. Ecoansia, migrazioni ambientali, scenari post-apocalittici o distopici, disastri vari: la lettura può e sa spingere all’azione. E quando il tema è l’ambiente e quindi la sopravvivenza collettiva non c’è niente di più auspicabile. Nasce così «Climate Fiction Days», primo festival dedicato alla letteratura verde in Italia che si svolge a Pistoia dal 17 al 22 marzo prossimi, nato da un’idea di Alessandra Repossi e Francesca Cosi, con il supporto dell’associazione Isole nel sapere. «Di crisi climatica applicata alla letteratura si parla troppo poco in Italia. Lavorando coi libri ogni giorno – spiega Repossi che è autrice, traduttrice e giornalista – conosco perfettamente il loro super potere: spingerci a immaginare, abbattendo ogni limite possibile, e così capire il mondo perché le storie che ci raccontano i libri non sono poi così distanti dalla vita che viviamo. Questa nuova edizione di Climate Fiction Days è pensata con l’obiettivo di generare una vera e propria community, fatta di persone che vogliano ritrovarsi a parlare di questo, immaginando il futuro. Perché possa nascere, come la chiama la giornalista Gaia Vince, una cittadinanza planetaria. Non solo letteratura, perché nel festival trova il suo spazio anche la saggistica nella consapevolezza che è altrettanto importante essere al corrente dei dati aggiornati. Il filone di questo genere di letteratura è senz’altro in crescita e oggi ha decisamente superato le iniziali resistenze degli editori, tant’è vero che le richieste di partecipazione al festival si sono moltiplicate nel tempo». Trentacinque ospiti, sedici eventi e nove location diverse, così si scrive la mappa dell’edizione 2026 di Climate Fiction Days, con la letteratura ovviamente a far la parte del leone, ma con tutta un’altra serie di narrazioni possibili.

Ecco perché potrà persino capitare di sentir suonare foglie o tronchi d’albero e in quel contesto lasciarsi trasportare dalla poesia: accadrà in apertura di festival (17 marzo, a Palazzo de’ Rossi) con il musicista Gennaro Scarpato e il reading di Laura Pugno, in una simbiosi perfetta essere umano-natura. Ci si muove in questo mondo non solo per fame o per guerre, ma anche per motivi più strettamente legati alla crisi climatica. È cronaca reale, un fenomeno che l’antropologa Elena Dak racconterà a partire da ciò che ha visto coi propri occhi in Africa (18 marzo, Palazzo Fabroni). E a proposito di narrazioni altre, c’è anche il teatro con l’apprezzatissima Anna Della Rosa impegnata in una lettura scenica in prima nazionale tratta da “Montagne e nuvole negli occhi” di Wu Ming-yi (19 marzo, San Jacopo in Castellare). Tra i volti più noti al grande pubblico in questo Climate Fiction Days c’è senz’altro quello di Sveva Sagramola, conduttrice della trasmissione tv Geo nonché autrice di “Storia di topino” uscito per Mondadori che segnerà l’apertura ufficiale del festival in auditorium alla Biblioteca San Giorgio (20 marzo) a parlar di divulgazione.

E poi ancora, ecopoesia con Francesco Terzago e Fabio Pusterla, i laboratori per i più piccoli (3-10 anni) concentrati nella mattinata del 21 marzo con appendice al pomeriggio tra Biblioteca San Giorgio, Area Gialla e Giardino Volante cui parteciperanno, tra gli altri, il papirologo Marco Stroppa, l’entomologo Gianumberto Accinelli e il fumettista Riccardo Innocenti. La giornata del sabato è sicuramente tra le più ricche in termini di proposta, con le “Pagine d’autore” e gli scrittori Bruno Arpaia e Nicoletta Vallorani, “Universo Comics”, il consueto focus sui fumetti scientifici con la ricercatrice e sceneggiatrice Francesca Riccioni, il fumettista attivista Gianluca Costantini e l’esperta di semiotica delle narrazioni Michela Maria Artusi e quello sulla saggistica con la giornalista Valeria Fieramonte e lo scrittore Alessandro Raveggi, cui si aggiungerà un momento riservato alla Fondazione Gariwo e ai Giusti per l’Ambiente. Impronta green made in Pistoia con Andrea Gori, premio Global Impact Maker 2026 delle Nazioni Unite che, in collegamento video, chiuderà i lavori di questa giornata parlando di responsabilità e azione concreta. Ultimo giorno dedicato come sempre alla traduzione letteraria con gli interventi di Velia Februari e Chiara Bartoletti e in diretta dalla Cina Baoshu, scrittore di fantascienza e fantasy. Climate Fiction Days è un viaggio sempre più allargato nei pubblici perché oltre al coinvolgimento delle scuole con incontri loro dedicati – vedi quello con esperti del Cnr nella Sala Soci Coop a parlar di umanità e pianeta Terra e di studi interessanti che riguardano il contrasto agli organismi alieni -, quest’anno il festival entra anche alla Fondazione Maic con un laboratorio esperienziale riservato ai degenti e condotto dalla scenografa, progettista e artista visiva Susanna Stigler. Sostengono a vario titolo il festival Cnr, Comune di Pistoia, Sezione soci Coop di Pistoia.