Fabio de Poli e i libri d’artista
Che spettacolo, questi libri. E non quelli classici da leggere (già quelli da soli una meraviglia per l’anima) ma quelli da toccare o, se non si può, da vedere ‘e basta’. Sono i libri d’artista, oggetti unici e talvolta irripetibili che nascono da un’idea dell’artista. L’opera assume quindi la forma di un libro che diventa a sua volta altro da sé, somma di significati personali e fantastici. Lo sa bene Fabio De Poli, uno tra i protagonisti del primo mese da Capitale Italiana del Libro 2026, con un gennaio che lo vede presente in doppia veste. La prima, quella di curatore di una serie di mostre di libri d’artista che occuperanno gli spazi interni della Biblioteca San Giorgio; la seconda, quale autore delle illustrazioni che danno corpo e colore a un grande classico, «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi che con Giunti nel dicembre appena trascorso ha indossato un vestito diverso. Tra i due appuntamenti in ordine di proposta precede quello espositivo, battezzato col nome di «Only artist’s book show», bollino che contraddistinguerà una serie di mostre curate dallo stesso De Poli che seguiranno durante il corso dell’anno. Nel ‘contenitore’ di gennaio (inaugurazione il 9 alle 17; fino al 2 marzo, negli orari di apertura della Biblioteca) oltre a De Poli ci saranno i libri di Ginevra Ballati, Carlo Cantini, Antonio Fontana, Marco Giacomelli, Massimo Mariani, Fabio Mati, Chiara Rapaccini, Andrea Rauch, Duccio Scheggi, Vittorio Tolu e Stefano Turrini. Ognuno di loro offrirà la propria interpretazione attorno a quello strumento versatile che è il libro d’artista, occasione d’incontro tra poesia, pittura, grafica.
Ce lo racconta la storia, con floridi esempi offerti a partire dalla fine degli anni Quaranta del secolo scorso con le sperimentazioni di Lucio Fontana, Enrico Baj, Emilio Vedova e Bruno Munari. È il designer milanese in particolare ad offrire una lettura artistica dirompente di questi piccoli, maneggevoli, straordinari oggetti, dando vita a contraddizioni in forma d’arte, come i «libri illeggibili», una rinuncia formale alla comunicazione capace pur nel suo mutismo di far più rumore e significato delle parole. Oggi la sperimentazione prosegue e sarà interessante scoprire attraverso questa prima «Only artist’s book show» quali nuove frontiere intende indagare e quali nuove strade percorrere.
Ma De Poli, come detto, sarà protagonista anche in un secondo momento. Il 23 gennaio prossimo infatti, sempre negli spazi della Biblioteca San Giorgio, l’artista genovese di nascita ma pistoiese d’adozione tornerà per presentare stavolta il suo «Le avventure di Pinocchio», ovvero la classica fiaba del Lorenzini in un contenitore del tutto nuovo edito da Giunti sul finire del 2025 volendo celebrare i duecento anni dalla nascita dell’autore che ricorre proprio nel 2026. A fianco al testo che tutto il mondo conosce, ecco i collage realizzati da De Poli che a partire da materiali poveri vogliono restituire alla fiaba la dimensione che più le si confà: quella del gioco.
La creatività è la strada maestra, la fantasia il mezzo che muove per raccontare ancora una volta ma con parole sempre diverse una storia che non invecchia mai.
Una nuova interpretazione del classico di Collodi per gli amanti del celebre burattino, un grande formato in centoventi pagine e ventiquattro illustrazioni pensato per i collezionisti di Pinocchio ma adatto a chiunque si riconosca nel messaggio di Lorenzini.
