monologo tragicomico di Francesco Filippi
l’ex animatore esplora con ironia il “bizzarro potere” che lo ha reso una sentinella moderna, interrogandosi con sarcasmo sulla propria sensibilità in un mondo che sembra avere perso la rotta
a cura dell’Associazione Culturale I 3 Mulini ets
Dopo vent’anni di successi nell’animazione, Francesco Filippi sale sul palco per raccontare una metamorfosi inaspettata. In questo monologo tragicomico, l’autore si fa “canarino” della miniera moderna, captando pericoli invisibili che la società ignora. Con la regia di Alessandra Tomassini Stabile, lo spettacolo esplora con sarcasmo il peso di una sensibilità fuori dal comune. È una riflessione pungente sul confine tra fragilità e dono, che pone una domanda tanto ironica quanto profonda: è il mondo a essere diventato invivibile o è il protagonista a essere fuori sincrono? Una testimonianza vitale e provocatoria per chiunque si senta una sentinella in cerca di aria pulita, tra risate amare e riflessioni necessarie su una realtà saturata da segnali invisibili.


