Donne smarrite. Trasformare ciò che ci limita in ciò che ci salva

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presentazione del libro di Rachele Cresci (2024)

dialoga con l’autrice Patrizia Benelli, presidente della Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Pistoia-Prato e Movimento Donne Confartigianato

Capita di smarrirsi in territori dove il tempo sembra infinito e la luce non arrivare mai. Stanca, affaticata da memorie sbiadite ma incredibilmente vive, la donna smarrita è la rappresentazione di un’anima che si è persa nelle mappe dell’amore.

Territori dove questo inflazionato sentimento si incontra e scontra con realtà dure e deprivanti che rendono l’incedere affannato e il cuore adombrato da nuvole dense e confuse.

La donna smarrita si trova a fare i conti con fantasmi del passato per niente rassicuranti: vissuti non elaborati e memorie antiche la attanagliano senza lasciarle vie di fuga.

Durante l’incontro si parlerà di manipolazione, quella sostanza vischiosa e spesso invisibile che riesce ad infiltrarsi nei cuori incerti e affamati di chi ha vissuto la mancanza e il dolore, offrendole illusioni di amore a poco prezzo.

Si accennerà poi alle storie di 8 amabili donne che sono riuscite a trasformare le proprie ferite in luoghi fioriti, occasioni per fare spazio a nuove e confortanti esperienze.

Insicurezza, ascolto, calore, empatia, invisibilità, senso del dovere, fuga e solitudine sono le 8 caratteristiche che hanno reso tali donne protagoniste di storie sequestranti all’interno delle quali hanno lottato per trovare il proprio posto. Si evidenzierà come tali caratteristiche possano rappresentare dei limiti che ostacolano l’evoluzione ma allo stesso tempo, se ben dosate, possano divenire risorse preziose. 

Da ognuna di queste storie verrà estrapolata una guida, un passaggio fondamentale per la cura di sé raccolto nel manifesto della donna smarrita che evidenzia piccole grandi saggezze da custodire nelle esperienze interpersonali.

 

E’ come tuffarsi,

Stare sott’acqua, aspettare, contenere,

Basta stare calmi, non avere fretta,

Godersi quella sensazione di vuoto,

Come se tutto ti attendesse fuori.

Ancora un attimo, arrivo.

Solo un attimo.

Ogni volta è come tuffarsi.

Tuffarsi dentro, nelle storie, nei ricordi, nelle sensazioni,

come se non esistesse nient’altro.

Solo così, quando guardi dall’interno,

hai il tempo di vedere davvero.

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