C’è un’idea allargata di “filiera del libro”, che va oltre la fattura del libro stesso e che ha a che fare con quel dialogo trasversale che si spande a macchia d’olio nella città Capitale Italiana del Libro 2026. Riprova di questa partecipazione è ancora una volta un dato che cresce: 135, a tanto ammontano oggi le adesioni al Patto per la lettura, quel documento, ricordiamo, che nasce per rispondere all’obiettivo primario di promuovere il diritto alla lettura come bene comune. Ma lo slancio si ritrova anche oltre coloro che aderiscono al Patto. È il caso di categorie economiche come alberghi o guide turistiche, al lavoro con i Servizi culturali del Comune di Pistoia e quindi con la Biblioteca San Giorgio perché il titolo sia non solo una qualifica da esibire ma anche un’occasione da vivere.
Gli eventi sempre più fitti sono senza dubbio la prova visibile di questo sentimento collettivo, con sempre nuove interpretazioni e spunti per scandire l’anno da Capitale. Ne è un esempio la Biblioteca Forteguerriana che per il mese di aprile ha pensato ad una mostra bibliografica decisamente curiosa. Si tratta di un focus sugli ex libris: a partire da quei timbri e contrassegni che attestano la proprietà di un libro, qui si parla di persone che quei libri li hanno sfogliati, posseduti e infine donati all’istituto culturale pistoiese. Una storia dentro la storia, che è un po’ il fascino che accompagna i libri. Stropicciati forse, ma ricchi di vita e aneddoti. Alla Forteguerriana dunque emergono per la prima volta le storie dei possessori dei libri e sarà curioso conoscere i lettori venuti prima di noi.
Questo è anche il mese di una ricorrenza significativa, fissata per il 2 aprile, compleanno di Hans Andersen e Giornata mondiale del libro per bambini. Andersen infatti è colui che ha dato anima e parole alle fiabe tra le più belle di sempre, certamente le più conosciute, come “La principessa sul pisello”, “La Sirenetta”, “Il brutto anatroccolo” e moltissime altre. Pistoia omaggerà l’autore e poeta danese proprio a partire da qui. In questa costellazione di iniziative che piovono anche nel mese di aprile – che, come avrete modo di leggere in questo numero, avrà come evento di punta il Festival del Giallo – se ne segnala anche un’altra che ha preso corpo già da qualche tempo. È “Scusate il ritardo, libri usciti ieri che leggeremo anche domani”. A proporli nell’ambito della rassegna “La biblioteca, l’isola, le sue voci” è il Funaro, a cura di Massimiliano Barbini. Il principio che muove l’iniziativa è semplice e affascinante: a fronte di più di ottantamila nuove pubblicazioni ogni anno, quanti sono i libri che sarà valsa la pena leggere? Quanti resteranno nella nostra memoria? E quanti valgono di più della carta su cui sono stampati? Da qui l’invito a riscoprire libri utili, a rischio di estinzione o dimenticati troppo presto. Un’operazione sì culturale, ma anche ecologica perché indirizza il lettore verso le biblioteche pubbliche, “presidi di resistenza, rifugi contro la desertificazione e l’appiattimento culturale, serre di cura, raccolta e conservazione della curiosità”. Sta anche qui la bibliodiversità, contro l’omologazione, in difesa della qualità dell’offerta editoriale.
