Di Hurbinek si sa poco. Un «poco» che diventa improvvisamente «tutto» quando il suo nome affiora tra le parole strazianti dello scrittore Primo Levi, l’unico che ne abbia portata testimonianza all’oggi. Aveva solo tre anni Hurbinek ed era un «figlio della morte», un figlio di Auschwitz, l’unico luogo che nella sua brevissima vita avrebbe mai conosciuto. Nato e morto qui, in quella fabbrica degli orrori, Hurbinek è diventato il simbolo di una voce che gli uomini e le donne di oggi sono chiamati ad ascoltare. Accade con «Le parole di Hurbinek», otto giorni più un’anteprima (dal 10 al 27 gennaio) per costruire coscienza e generare non una Giornata della Memoria, bensì tante Giornate. Lezioni civili, appuntamenti teatrali e musicali – molti dei quali pensati appositamente per questo grande evento pistoiese arrivato quest’anno alla sua quarta edizione – e un percorso dedicato alle scuole già iniziato nei mesi scorsi si svilupperanno attorno a una parola precisa, quest’anno individuata in «fuga». «Nessuno di noi vuole dimenticare quel passato. Per noi Hurbinek è un personaggio vivo, un eterno bambino che ci pone continuamente domande – spiega il professor Massimo Bucciantini che ha ideato questo grande contenitore di appuntamenti. Dopo ‘ghetto’ e ‘razza’, in questa edizione ci interrogheremo sul concetto di ‘fuga’. Oggi più che mai siamo dei fuggitivi: fuggiamo dalle nostre responsabilità verso il presente, dal non essere umani».
«Ecco, Hurbinek in questo 2026 invita a riflettere sui motivi che portano ciascuno di noi a cercare di ritagliarsi uno spazio per isolarsi dal mondo che non ci piace. Hurbinek non cerca la fuga e neppure noi, questo è il filo che unisce gli incontri. Niente monologhi o posizioni isolate, la riflessione è plurale».
Dunque i nomi, quelli che scandiranno il calendario di «Hurbinek». Che sono tanti e anche quest’anno prestigiosi. Il primo invito a trattenersi e guardare il mondo com’è lo avanza lo scrittore e giornalista Davide Lerner che per l’anteprima alla libreria Lo Spazio (10 gennaio, ore 18.30) presenta il suo libro «Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza» (Piemme, 2024). Ancora guerra, ancora istinto distruttivo e autodistruttivo come fosse una patologia che ci affligge da sempre: guariremo mai da questa malattia? Se lo chiede – e ce lo chiede – attraverso un viaggio alle origini della letteratura lo scrittore Nicola Lagioia (al teatro Bolognini il 18 gennaio, ore 17). C’è tutta l’avvolgente profondità della voce di un maestro del teatro, Toni Servillo, nella lettura scenica «Spinoza di Via del Mercato» dal racconto di Isaac B. Singer (19 gennaio, ore 20.45 al teatro Manzoni).
Le lezioni civili iniziano il 20 gennaio con la scrittrice e giornalista Igiaba Scego (ore 10.30 al teatro Bolognini), cui seguirà la storica Laura Fontana (21 gennaio alle 18 al saloncino della musica di Palazzo de’ Rossi) e il filosofo del diritto Tommaso Greco sulle logiche della guerra (23 gennaio alle 18 a Palazzo de’ Rossi). Il tema della fuga applicato alla musica si dipana in due appuntamenti, entrambi al Funaro, entrambi introdotti da Francesco Martinelli, il 24 e il 25 gennaio: il primo (ore 20.45) dedicato all’errante Django Reinhardt con le musiche di Maurizio Geri, Nico Gori, Giuseppe ‘Pippi’ Dimonte, Kim Chomiak, Paolo Prosperini e Giacomo Tosti; il secondo a traghettare gli ascoltatori in un viaggio tra Grecia e Turchia in «Rebetiko: la colonna sonora ribelle di un popolo oppresso» con la partecipazione straordinaria del fisarmonicista turco Muammer Ketencoğlu.
«Gaza è Auschwitz?», s’interroga con la straordinaria cognizione storica che la contraddistingue la giornalista Paola Caridi (26 gennaio ore 17.30 alla sala Soci Coop di viale Adua), mentre di «Impotenza della parola» ragionerà nell’evento finale il filosofo Massimo Cacciari (27 gennaio ore 18 al Teatro Manzoni) a partire dal suo ultimo libro «Icone della legge» (Adelphi, 2025). Le scuole sono anche stavolta centrali, con appuntamenti loro dedicati che già si sono svolti e che continueranno in gennaio culminando il 27 al Bolognini con lo spettacolo «Soit gentil et tiens courage!» ispirato alla storia di Anna Frank e ideato da Orto degli Ananassi. Fatta eccezione per le due date musicali e per Servillo, tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. «Le parole di Hurbinek» è realizzato da Fondazione Teatri di Pistoia, con il sostegno di Fondazione Caript, con il contributo di UniCoop Firenze e il patrocinio di Comune e Provincia di Pistoia e Regione Toscana. A sostegno della manifestazione inoltre è nata l’associazione Le parole di Hurbinek, presieduta da Donatella Giovannini, il cui scopo sarà radicarsi ancora più saldamente sul territorio.
