L’avventura del leggere il coraggio di costruire il futuro
Immaginiamo un viaggio e quindi un punto di partenza. Lo fissiamo lì, a quel gigantesco pannello in piombo fuso e argilla che affisso alle pareti della San Giorgio domina la sala lettura. Lo ha realizzato ormai diversi anni fa Anselm Kiefer, appositamente per Pistoia. Appositamente per quel tempio di cultura accessibile che è la Biblioteca San Giorgio, una delle maggiori biblioteche pubbliche della Toscana e d’Italia. È simbolicamente da «Il grande carico» di Kiefer che parte questo imperdibile viaggio, destinazione «L’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro», che è poi la meta valsa a Pistoia il titolo di Capitale Italiana del Libro 2026. Invitano a salire a bordo il sindaco f.f. di Pistoia, Anna Maria Ida Celesti, l’assessore alla cultura Benedetta Menichelli e Maria Stella Rasetti, dirigente comunale del Servizio cultura e tradizioni, turismo e informatica e direttrice delle biblioteche San Giorgio e Forteguerriana che alla costruzione di questo traguardo hanno lavorato con passione, impegno e fiducia.

«Per la nostra città ricevere il titolo di Capitale Italiana del Libro è un onore profondo e condiviso: il riconoscimento di un percorso culturale costruito nel tempo, con passione, visione e continuità – è il commento di Anna Maria Ida Celesti. È il segno di un lavoro che viene da lontano, fatto di relazioni, ascolto e collaborazione con tutte le realtà che animano e rendono viva la filiera del libro. Questo titolo è anche una grande responsabilità, che Pistoia accoglie con orgoglio e senso del dovere. Un impegno che intendiamo onorare lungo tutto l’anno, trasformando il riconoscimento in un’occasione concreta di crescita culturale e civile.»
«Metteremo in valore le risorse migliori della nostra comunità per fare della lettura un’esperienza diffusa, accessibile e condivisa, capace di unire la città e di parlare al Paese intero».
Comunità, accessibilità e unione appunto, ma soprattutto presenza e presidio: in una parola «esserci», ciò che fa da sempre la Biblioteca San Giorgio, cuore di questo titolo, e che in questo 2026 con ancor più forza promette di fare. Nessun effetto speciale, solo la volontà di tener fede alla propria vocazione. «Il percorso è iniziato nell’aprile 2025 – ricostruisce Maria Stella Rasetti – con l’uscita del bando ministeriale che ci chiamava a redigere un dossier. È stato naturale scegliere di raccontare nient’altro che noi, una storia fatta di quotidianità consolidata e azioni sul territorio condotte dai diversi soggetti della filiera del libro. Coraggio e avventura da subito sono state le due parole chiave emerse durante la scrittura. Ci raccontano, assieme ai due personaggi, il Micco e Pinocchio, che trovano evidenza nel logo ufficiale che ci rappresenta in questo percorso». In lizza insieme ad altre dieci città, Pistoia è arrivata al titolo dopo una prima scrematura che ha ridotto a cinque le candidature risultando infine vincitrice. A stabilirlo è stata una giuria nominata dal Ministero della Cultura al cui interno siedono Adriano Monti Buzzetti Colella, giornalista e scrittore dal 2024 presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Fulvia Toscano, assessore alla cultura al Comune di Giardini Naxos, curatrice di importanti festival letterari, Flavia Maraston, dirigente pubblica nel Comune di Pordenone, Ugo Berti Arnoaldi Veli, anima della casa editrice Il Mulino per quarant’anni e Carlo Puca, opinionista, conduttore e giornalista. «Il verdetto è arrivato a Roma il 24 ottobre 2025 – ripercorre quei giorni la direttrice. Difficile restituire i pensieri di quel momento, tra speranza, sconforto e ansia. All’apertura della busta sono serviti pochi attimi per riconoscerci in quelle parole prima ancora che venisse pronunciato il nome della nostra città. Fino all’ufficialità: il titolo va a Pistoia e inizia adesso quel difficile ma bellissimo e vero lavoro per onorare questo riconoscimento».

A mettere a fuoco il tema che raccoglie la proposta 2026 è l’assessore alla cultura Benedetta Menichelli, che traccia un profilo della città di Pistoia evocandone peculiarità, particolarità e potenzialità. «Quella che proponiamo è un’avventura collettiva che mette il libro e la letteratura al centro come strumenti di crescita, di coesione, di inclusione. L’avventura di chi si apre al nuovo, di chi trova nel libro non solo intrattenimento, ma strumenti per crescere, cambiare, scoprire. Pistoia conosce bene questo spirito: dalle sue origini, nel tempo è diventata un’enciclopedia a cielo aperto di storia, arte e cultura. È la città di Cino da Pistoia, del papa– poeta Clemente IX, di Policarpo Petrocchi, di Piero Bigongiari, di Gianna Manzini e Tiziano Terzani. Una città nella quale il libro ha sempre rappresentato un compagno di viaggio, un elemento portante della nostra architettura sociale. Pistoia ha fatto di questo principio una vera e propria politica pubblica. L’educazione è da sempre il cuore della nostra amministrazione, la nostra città è conosciuta in tutta Italia ed all’estero per la qualità del suo servizio educativo, dagli asili nido alle scuole dell’infanzia, riconosciuti come modello e fonte di ispirazione. Abbiamo fatto della cultura e della cura dei più piccoli una missione civica». Non ‘accessori’ ma strumenti quotidiani di crescita personale e comunitaria.
«Pinocchio, il burattino di Collodi, e il Micco, l’orso simbolo della città di Pistoia, sono gli ambasciatori di questa proposta: insieme raccontano l’avventura della crescita, la forza di un gruppo, la capacità di affrontare le sfide con curiosità e coraggio».
Ecco perché, continua ancora Menichelli, le biblioteche finiscono per essere molto di più che semplici luoghi di studio: sono presìdi di inclusione, di cittadinanza attiva, di contrasto alla povertà educativa. Che il legame con il libro sia simbiotico, quasi intrinseco del DNA pistoiese ne sono prova tra gli altri il riconoscimento di «Città che legge», già dal 2016, e il Patto per la lettura, documento formale che a Pistoia tiene insieme scuole, librerie, associazioni, case editrici, fondazioni, gruppi di lettura e cittadini in una rete viva e partecipata che fa della lettura un bene comune. «Il cuore pulsante della candidatura è la Biblioteca San Giorgio, luogo sociale, aperto, inclusivo, capace di trasformare i cittadini da semplici utenti in protagonisti, figlia della storica Biblioteca Forteguerriana, scrigno prezioso di manoscritti e incunaboli. Leggere per Pistoia vuol dire essere intensamente connessi alla vita quotidiana, alla propria storia e al proprio futuro, significa esplorare i mondi possibili, dare strumenti per affrontare le grandi inquietudini del nostro tempo. Siamo una città che non si arrende alle difficoltà del periodo ma usa i libri per affrontare i rischi sociali che colpiscono il nostro mondo: povertà educativa, isolamento, disuguaglianza, esclusione, incomprensione. Un modello sostenibile, concreto, replicabile, che non si esaurirà con il 2026, ma lascerà un’eredità tangibile».
