L’alfabeto caledoscopico di Jonathan Calugi

Una linea che non s’interrompe e che in quel suo compiere intrecci, angoli, curve per poi abbandonarsi a un infinito che esce dal foglio racconta una storia. Ecco, la linea appunto, sintesi elementare al cui interno c’è un mondo che però è complesso e affollato, tutto quello che si porta dietro l’artista e illustratore pistoiese Jonathan Calugi che ha realizzato appositamente per Pistoia Capitale italiana del Libro la copertina del magazine di febbraio. Semplicità e pulizia di un gesto – «involontario, spontaneo, che finisce però per rappresentarmi totalmente», dice Calugi – che in realtà nel non visibile parla di legami e relazioni. Che l’alfabeto utilizzato abbia fatto centro ne sono prova i «goals» raggiunti. Dopo la doppia selezione nel 2010 di Adc Young Guns Award (top 50 Young Guns Under 30) e di Print Magazine (top 20 new visual artist under 30) ovvero due delle istituzioni del design, si è spalancata per Calugi una finestra sul mondo che ha finito per tradursi in collaborazioni eccellenti con Apple, Nike, Sony, PlayStation, Facebook, Eni, Google per citarne solo alcune.

Una costruzione avvenuta con le sole proprie forze, essendo Calugi (classe 1982) totalmente autodidatta. «Sono sempre stato nel mondo della creatività in genere, iniziando dalla musica, ogni volta puntando a un approccio alternativo. Ho iniziato dando una forma sempre più mia alle mie creazioni. Coi riconoscimenti del 2010 si sono generate relazioni con alcuni brand dei più conosciuti al mondo che mi hanno sempre permesso di esprimermi e sviluppare il mio lavoro alla mia maniera. Insieme sono nate anche occasioni per mostre tra Europa e Stati Uniti». Nel frullatore creativo di Jonathan c’è sempre qualcosa che gira. Da lì ci sono passati, neanche a dirlo, pure i libri, uno tra i più recenti frutti del suo lavoro, con la collana Aritmie edita da Metilene e diretta da Paolo Albani per la quale il designer pistoiese ha realizzato tutte le copertine. «È una serie molto interessante. C’è stata una involontaria ma perfetta connessione di aspetti che ha amplificato la bontà di questo progetto: la scrittura creativa mi piace e mi interessa perché consente di esplorare universi nuovi. Stesso obiettivo che vuole condividere il mio fare arte. In più farlo qui, nella mia città, è per me un ulteriore plus».

Amante dei libri, «ossessionato» quasi dice lui, «vivo l’idea che da quel possibile collasso del mondo virtuale solo i libri possano sketchbook, tra schizzi e parole». Tra gli ultimi lavori che hanno lasciato un segno permanente e visibile al pubblico nel pistoiese ci sono gli interventi al Giardino di Cino a proposito di ricerca artistica e «scrittura analfabeta» quella cioè che apre le porte a una qualsiasi lettura, nessuna delle quali giusta o sbagliata, quello in piazza Mandela alle Fornaci realizzato con i ragazzi e le ragazze delle scuole medie e infine quello sulla facciata della scuola dell’infanzia La Margherita de Le Piastre. Punto in comune di ogni singolo intervento è il concetto di «opportunità», di rilancio, riqualificazione, relazione. «A cosa sto lavorando? Resta sempre aperta la porta al Mercato Centrale di Firenze, col quale da molti anni si è instaurata una relazione. È il mio sketchbook fatto di pagine inesauribili. E poi altri progetti in corso tra America e Germania. Più una mostra con la Galleria Vicolo con la quale collaboro che potrebbe portarmi in Portogallo. E speriamo che avanzi tempo per continuare con la ricerca».