Piccola storia semiseria della letteratura tradotta

Più di un secolo dopo ecco l’inaspettato cambio all’anagrafe. E quel celeberrimo racconto sulle vicissitudini dell’orrido insetto prima uomo – al secolo Gregor Samsa – non è più battezzato col titolo «La metamorfosi», bensì «La trasformazione». Fine di una riconoscibilità? No. Semmai il risultato di una lingua che si evolve, che in quel suo essere straordinariamente viva e vivace prende nuove strade, si adatta, persegue sempre più coerenza e fedeltà all’originale. A febbraio un piccolo ma interessantissimo dibattito si apre con una mostra bibliografica allestita nelle teche espositive del primo piano della Biblioteca San Giorgio dal titolo Lost in translation, ovvero tutto ciò che si è perso (o guadagnato?) in secoli di traduzione.

Perché il libro che arriva nelle nostre mani, quello che alla fine sfogliamo leggendo è in realtà un prodotto che compie un viaggio lunghissimo e che in molti casi è il frutto di un lavoro enorme, iniziato con l’autore e proseguito poi con il o i traduttori. La riflessione è proposta da Ilaria Rabatti, bibliotecaria, che cura questa mostra e che andando a curiosare nei fondi speciali mette a confronto il mondo delle parole che cambia. E insieme a questo anche il senso, talvolta, di ciò che leggiamo.

Di curiosità se ne incontrano parecchie: «Il cammino nella polvere» poi diventato «Chiedi alla polvere» di John Fante, «Vita da uomo» poi evolutosi ne «Il giovane Holden». Sorprenderà ancor di più sapere che quello che nel 1879 si intitolava «Il nichilismo» è arrivato a noi infine nelle fattezze di «Padri e figli» di Turgenev. Un mondo insomma tutto da esplorare. «Qui in San Giorgio abbiamo la fortuna di poter attingere a fondi speciali di grande pregio, come gli archivi di Bigongiari, di Vittorini o di Luti. Questa mostra come tutte quelle organizzate in passato ha lo scopo di valorizzare questo patrimonio, rilevando ogni volta aspetti o particolarità diverse e singolari – spiega Rabatti -. Da tempo conservavo l’idea di mettere in evidenza come dalle prime edizioni si siano evoluti certi classici. Ecco, ‘Lost in translation’ offre questo genere di spunto a partire da titoli che per ragioni di maggiore leggibilità o commerciabilità hanno cambiato forma nel tempo. Quelli che proponiamo in mostra sono libri che arrivano dalle nostre collezioni, suddivisi in tre sezioni, ‘For the first time’ che propone i classici della letteratura tedesca o russa arrivati a noi nelle prime traduzioni dal francese, ‘Lost in translation’ e l’ultima dedicata esclusivamente a La metamorfosi di Kafka.

Capiterà di imbattersi in ‘The catcher in the rye’ nostro odierno ‘Il giovane Holden’, di cui proponiamo un’edizione rarissima del 1952, pirata direi, tradotta da un certo Jacopo Darca, pseudonimo di Corrado Pavolini, fratello del gerarca fascista Alessandro Pavolini. Tra le curiosità anche la prima traduzione fatta in Italia de ‘L’amante di Lady Chatterley’ edita da De Luigi e tradotta da Lo Vecchio Musti. Si tratta di un’edizione piuttosto rara per via del fatto che questo libro è potuto arrivare nel nostro Paese solo dopo la Liberazione. Si tratta di un’edizione molto edulcorata, nonostante in prefazione il traduttore scriva di essere rimasto fedele all’originale.

In realtà il testo dal quale traduce è l’edizione francese del 1929». Chiude la rassegna un focus sul noto racconto di Kafka, La Metamorfosi appunto, attorno alla cui traduzione negli ultimi mesi si è riacceso un dibattito interessante con la nuova veste attribuita da Daria Biagi per Einaudi che ha scelto per Samsa il titolo «La trasformazione». «Si tratta del testo della letteratura tedesca che in Italia ha avuto più traduzioni in assoluto, si parla di cinquanta versioni differenti – conclude Rabatti -. Noi ne mettiamo in mostra molte di queste attingendo appunto ai nostri fondi, offrendo una panoramica interessante su come il ‘vestito’ di un libro, quello linguistico e grafico, può cambiare nei decenni». La mostra bibliografica Lost in translation (Tradotti o traditi?) sarà visitabile da lunedì 16 febbraio fino a sabato 2 maggio presso le teche del primo piano della Biblioteca San Giorgio negli orari di apertura della biblioteca e vedrà eventi collaterali sui temi della traduzione.