Esserci, ognuno con le proprie peculiarità, al servizio dei lettori e della comunità. C’è un’idea condivisa di presidio, perché «essere libreria» questo è: abitare il mondo, ma prima ancora abitare la città. Dal titolo di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026 arriva poi un preziosissimo tesoretto: 80mila euro di libri acquistati proprio nelle librerie pistoiesi per arricchire le biblioteche scolastiche cittadine, ovvero migliaia di nuovi libri in circolazione. Tante identità un unico obiettivo cui hanno contribuito tutte le realtà librarie pistoiesi, in un viaggio che comincia il suo racconto fuori dal centro. Qui quartiere Porta San Marco, dove da quasi vent’anni sei giorni su sette Luca Bonistalli tira su la saracinesca della Fahrenheit 451 – sì, come l’arcinoto romanzo di Ray Bradbury – dispensando libri e consigli di lettura. Punto di forza insieme a quell’empatia che gli ha permesso di fidelizzare i clienti è il rapporto con il mondo della scuola che negli anni ha visto un forte potenziamento, tra promozione e avviamento alla lettura che riguarda le scuole pistoiesi di ogni ordine e grado. Su Pistoia, Bonistalli ha un’idea chiara: «Unicità e bibliodiversità: a Pistoia c’è un lavoro delle librerie sul territorio che bene si adopra per invertire la tendenza e contrastare il calo dei lettori. Fahrenheit fa la sua parte e ce la mette tutta proponendo progetti, laboratori e incontri».
Il viaggio librario prosegue in via Pagliucola dove dal 2020 c’è Il Giardino delle Parole, tempio degli indipendenti che Roberta alimenta selezionando e ricercando con cura, nella convinzione che le etichette siano ‘minori’ solo a parole, ma che siano anzi da tutelare per il grande sforzo che compiono.«Chi viene da me ha il tempo e la curiosità di conoscere qualcosa che è lontano dal mainstream. Si chiacchiera, ci si conosce a partire dai libri, il Giardino diventa luogo d’incontro, di eventi, di ritrovo per i gruppi di lettura. Uno di narrativa, uno di poesia e uno di scrittura. E specie a quest’ultimo se gli incontri non accadono con regolarità, i partecipanti sono sempre un po’ tristi».
Centro ma non troppo sono sia Corso Gramsci con la Libreria Via Laura, e via Pacini, zona Ceppo, dove dal 1997 si trova l’Edicola di Igor, nel nome ciò che resta di un trascorso a vender anche quotidiani. Oggi qui si trova una selezione accurata di fumetti che va dal manga al graphic novel, dal fumetto americano a quello italiano, più una sezione novità che attinge agli indipendenti e che invita a rinnovare lo sguardo anche pescando dalle tante fiere zonali, toscane ed emiliane, cui Igor partecipa. «Poi c’è lo zoccolo duro degli affezionati – spiega Igor – che non rinuncia ai classici Tex o Zagor, Manara o Crepax. Sbaglia chi ritiene il fumetto un libro minore: l’impatto grafico è importante, ma è di lettura che si tratta. A luglio realizzeremo cinque eventi serali dedicati ai fumetti, con serata finale giochi in scatola. Altro segmento che presto ospiteremo in negozio».
Maggiorenne per nascita lo è Pistoia Libri, uno dei luoghi di riferimento per i libri di testo da adottare nelle scuole, negli ultimi anni arricchita anche nella parte di varia. «Più della metà del nostro pubblico sono insegnanti. È uno scambio reciproco: diamo e prendiamo spunti – dicono Elisa e Francesco -. Ciò che ci distingue è l’alta personalizzazione della selezione, non rintracciabile ovunque. Siamo stati felici di aver partecipato all’arricchimento delle biblioteche scolastiche nell’ambito delle iniziative Capitale del Libro: un’azione che non può che fare bene».
E poi c’è chi ha colto l’occasione del titolo per dare corpo a iniziative meditate da tempo: «Sono riuscita ad attuare un progetto che mi stava a cuore – è il pensiero di Nadia Orsini della Libreria Orsini al Fagiolo -, abitando da qualche anno a Cireglio e amando le nostre colline e montagne. Una serie di incontri, il prossimo il 5 luglio, fra scrittori locali e non: percorsi letterari, sentieri e antichi mestieri della montagna. Un’occasione per stare insieme fuori dalle mura cittadine, al fresco dei boschi corroborati dalla letteratura. Gratuita grazie alla collaborazione e alla volontà di tanti cittadini».
Il giro conduce in centro, prima in via Buozzi con sosta alla libreria Giunti al Punto, poi in via degli Orafi, dove c’è Feltrinelli, realtà aperta dal dicembre 2010. Ciò su cui sin da subito si è lavorato, come spiega il direttore Simone Baldi, è l’approccio: via l’abito da commesso, chi ha davanti il cliente è prima di tutto un libraio, una persona. «È un’azione per noi imprescindibile che ci sta premiando. Anche in realtà più grandi come l’insegna che rappresentiamo esistono competenze e conoscenze e più in generale persone che hanno voglia di fare e farlo bene». E i lettori? Quelli che passano di qui sono cambiati: prima adulti, poi anche tanti bambini e ragazzi, eredità che cresce grazie anche a iniziative come le gite in libreria organizzate in collaborazione con le scuole o “Prima Effe”, serie di appuntamenti librari fuori dalla libreria cui partecipano gli autori. La curiosità reciproca e la voglia di crescere muovono tutto, insieme alla lettura intesa come occasione per scoprire e scoprirci che trova esercizio anche nei gruppi di lettura, espressione di libertà e stupore che la libreria accoglie con gioia.
E poi via in via Curtatone e Montanara, dove dal 2020 Mauro e Mario hanno aperto la libreria Lo Spazio, secondo atto di ciò che era già nato in via dell’Ospizio nel 2005. Qui va fortissimo il capitolo incontri: se ne realizzano anche cento in un anno (con alcuni festival che è Lo Spazio in prima persona a confezionare), con il piacere sì della lettura, ma anche della consumazione al bacaro interno, concepito proprio alla maniera dei tipici locali veneziani. Lo Spazio è anche piccola Galleria con quasi una mostra al mese per dare visibilità a ciò che è coerente col gusto dei librai. «Abbiamo anche il nostro gruppo di lettura ‘Letture nello Spazio’, più un altro spontaneo che si chiama ‘The English book club’. Siamo aperti quasi tutto l’anno, operativi anche da chiusi. C’è tanto lavoro invisibile nella nostra categoria e ne serve sempre un po’ di più».
Ultima tappa di questo viaggio immaginario è in via Cino da Pistoia dove affaccia la Libreria Cino, presenza storica da quasi trent’anni. Dietro al banco da poco più di un anno ci sono due sorelle, Beatrice e Barbara, che qui dentro mettono anima e idee, proponendo grandi classici, novità editoriali, narrativa e saggistica, con una particolare attenzione alle case editrici indipendenti e di medie dimensioni. «Cerchiamo libri capaci di dialogare con pubblici differenti, senza compartimentare troppo per età o categorie. Le storie migliori sono quelle che creano ponti tra generazioni. La libreria per noi è anche uno spazio da vivere. Per questo organizziamo presentazioni, laboratori e occasioni di confronto per permettere ai libri di diventare dialogo. Da libraie crediamo che la promozione della lettura passi soprattutto dall’incontro quotidiano con le persone: una conversazione tra gli scaffali, un consiglio di lettura, un libro che arriva al momento giusto»
