E se un libro fosse come il mare? Cioè uno spazio sconfinato da esplorare, ricco di diversità, in superficie e nelle profondità mai uguale a sé stesso, con le onde e increspature a muoverlo sulla cui cresta galleggiano lettere. Una possibile lettura di ciò che è il libro è offerta nell’involucro di questo numero di settembre da Monica Branchetti che oltre alla suggestione del mare chiama in causa, naturalmente, anche Pistoia che fa da sfondo all’immaginario tuffo di un’elegante coppia proprio in mezzo a quelle lettere, in uno specchio d’acqua che invece è una piazza. Le lettere poi diventano parole che rimandano a mondi alti, come “cultura” o “intelligenza”.

Profondamente attratta dai libri che parlano dell’abitare e del design per ragioni prettamente professionali, Monica Branchetti è tante cose insieme che hanno a che fare con la pittura, la decorazione, il restauro e la progettazione di interni cui si dedica da circa trent’anni. La sua professione tocca anche il mondo del cinema e del teatro dove opera come scenografa. Dopo aver vissuto in diversi luoghi (tra cui Stati Uniti, India, Svizzera e Grecia), Monica torna in Italia, trasferendosi a Firenze nel 2015, ma fondamentale per il suo lavoro è anche lo studio situato tra le colline pistoiesi, fonte di grande ispirazione. Si definisce una persona curiosa, con una forte passione per tutto ciò che riguarda la natura, i colori, la musica e l’architettura; tutti elementi molto presenti anche nella sua attività. «Il lavoro di decorazione e pittura sui muri è nato quasi per caso – spiega Monica -.

Ho cominciato ad approcciarmi sempre più assiduamente coi materiali, calce, cemento, terre colorate. E si è creata come una sorta di relazione, coi materiali stessi e coi supporti, è cresciuta la curiosità ma anche la fiducia e così sono nate in maniera spontanea e naturale diverse esperienze». Non solo grandi superfici, perché Monica Branchetti sceglie di esprimersi anche su supporti di altro formato, fosse questa anche una tela da pittura. Tra le ultime occasioni pistoiesi per Monica Branchetti c’è stata infatti la mostra “Oltre la forma” realizzata alla Biblioteca San Giorgio nei mesi scorsi, il racconto di un viaggio artistico che ha significato per Branchetti l’incontro e la commistione di diverse discipline, tutte unite da una stessa sensibilità estetica. «Ciò che mi ha sempre aperto la strada è stata la mia curiosità e talvolta anche il coraggio, quello di provarci e dire sempre ‘sì’ di fronte alla possibilità del nuovo – conclude l’artista -. Per me la pittura è un venire catapultata altrove, un liberarsi delle regole, cogliere l’essenza di un luogo e creare armonia».