C’è stato un momento in cui la lettura è diventata di tutti, grazie alle tante innovazioni che a partire dalla metà dell’Ottocento hanno riguardato la stampa. È accaduto quindi che il libro uscisse dai salotti colti, raggiungendo le case delle persone di tutte le classi sociali. Ciò che la mostra “Istruttiva, amena, economica” propone, alla Biblioteca San Giorgio (fino al 26 settembre), è un viaggio tra Otto e Novecento nella produzione dell’editoria popolare, fotografandone evoluzioni e particolarità. «L’idea della mostra è nata – spiega la curatrice Ilaria Rabatti – esplorando una parte delle collezioni appartenute alla Forteguerriana. Molte avevano apposto il timbro della Società Pistoiese per la letteratura popolare.
Erano quelli gli anni, i ‘60 dell’Ottocento, delle biblioteche circolanti, quelle cioè che consentono la libera circolazione dei prestiti tramite il servizio domiciliare aperto a tutte le classi sociali. Fu quella una novità importantissima, arrivata a Pistoia nel 1868, cui ne seguì una seconda a Pontelungo ancora oggi attiva». La mostra raccoglie tracce di queste istituzioni, ponendo anche un quesito: quando un libro può dirsi “raro”? Per definizione quand’è introvabile, certo, ma anche quando si tratta di un testo a destinazione popolare. Qualifica che spesso lo ha condannato all’oblio. «In mostra anche molto materiale dalla donazione Campori Mettel – continua Rabatti -. Molte le edizioni popolari lì conservate, in particolare edite dal francese Albert Méricant che per primo varò una collana di romanzi polizieschi e una collana di economici illustrati». Per quanto riguarda l’Italia, significativa fu l’impennata verso fine XIX secolo dell’editoria orientata all’evasione. Partendo dal feuilleton, nato in Francia e in voga anche in Italia fino agli anni ‘40 del Novecento – la mostra si concentra sulle metamorfosi del romanzo popolare, per dedicare poi un piccolo spazio anche a quell’editoria minore e minima che ha avuto enorme impatto culturale.
«In mostra – conclude la curatrice – si ritrova ad esempio l’opera del naturalista Raffaello Caverni, “Con gli occhi per terra” con le illustrazioni di Enrico Mazzanti, colui che illustrò la prima edizione di Pinocchio nel 1888. E poi l’editoria a scopo educativo-pedagogico come quella pubblicata da Giacomo Agnelli e una terza fetta dell’editoria popolare, minore o di intrattenimento. È il caso de il Mago Merlino, una sorta di antesignano della Settimana Enigmistica datato 1890 che contiene rebus e sciarade. O “L’Oracolo degli amanti”, sorta di gioco di società per predire il futuro sentimentale e romantico pubblicata da Salani nel ’25».
