Censire le migliori esperienze e politiche a sostegno della promozione della lettura, ovvero quelle che abbiano prodotto risultati concreti, e da qui partire, per spostare la barra della navigazione e perseguire una direzione capace di dare risposte alle trasformazioni in atto in termini di comportamenti di lettura, bisogni culturali ed ecosistemi del libro. È una visione sistemica delle politiche per la lettura e per l’editoria ciò che occorre qui e ora ed è a questo orizzonte che guarda il Forum del libro, associazione che da vent’anni opera allo scopo di allargare la base dei lettori e promuovere la lettura in tutte le sue forme mettendo in dialogo insegnanti, bibliotecari, librai, editori e operatori del mondo del libro. Un ragionamento che l’associazione proseguirà a Pistoia il prossimo 18 settembre, seconda tappa di un percorso inaugurato a Bari che ha per titolo “Leggere infinito futuro. Politiche e pratiche della promozione della lettura”. «La giornata di Pistoia rappresenta uno spartiacque decisivo in questo percorso che ci porterà al 2027 – dice la presidente del Forum, la professoressa Chiara Faggiolani –.

A Bari, durante il primo step di questo viaggio, abbiamo focalizzato l’attenzione sulle domande da porci e lo abbiamo fatto assieme a voci autorevoli della filiera: da Della Passarelli presidente dell’Associazione degli editori indipendenti a Fabio Del Giudice dell’Associazione italiana editori, da Alessandro Laterza dell’omonima casa editrice a Vincenzo Santoro per Anci, con anche Orietta Limitone dell’Associazione Presidi del libro. Sono emerse in quella sede linee guida e indicazioni che andremo ad esplodere a Pistoia, potendo anche stavolta contare su ulteriori e accreditati contributi con il professor Gino Roncaglia, ordinario di editoria digitale all’Università di Roma Tre, e con Giovanni Solimine, professore emerito della Sapienza di Roma e presidente della Fondazione Bellonci. Sviscereremo temi come la trasformazione della lettura, la persistenza dell’oggetto libro, le iniziative già realizzate a sostegno dei libri e della lettura come 18app o Piano Olivetti e altre a ricaduta più strettamente locale. Avremo voci e testimonianze ancora una volta da Anci e poi dal Cepell, Centro per il libro e la lettura. Insomma, un lavoro di approfondimento che riteniamo decisivo per la scrittura del percorso che sarà».

Concretezza e non astrazione, buone pratiche anziché buona teoria e poi evidenze: tutto perché si possano gettare le basi per una riflessione condivisa capace di essere slancio per una futura legge per la lettura a sostegno delle infrastrutture della lettura, rafforzare le alleanze tra scuola, biblioteche, librerie e terzo settore, contrastare le disuguaglianze culturali e riconoscere la lettura come leva strategica per lo sviluppo umano, sociale ed economico del Paese. «Il lavoro del Forum del libro – illustra ancora la professoressa Faggiolani a proposito dell’attività generale dell’associazione – comincia venti anni fa in un periodo in cui la centralità dell’oggetto libro era diversa da oggi, con assai meno competitors. In questi venti anni il Forum del libro si è a lungo e ripetutamente interrogato su come poter supportare le iniziative di promozione della lettura a partire da un’idea semplice: il libro non è un oggetto qualunque, è sicuramente qualcosa che va supportato. Così anche la lettura, da intendersi come azione e attitudine non solo utile dal punto di vista delle competenze, ma strategico in termini di sviluppo dell’empatia, di tutela della salute e del benessere.

Ci siamo impegnati ad approfondire quanto più possibile in questi venti anni, ad accompagnare gli ambiti che hanno a che fare col libro e la lettura e lo abbiamo fatto da due punti di vista. Quello culturale, organizzando convegni, incontri, momenti di approfondimento, dalla lettura nel sistema del benessere fino alla bibliodiversità; e poi dal punto di vista politico, prendendo atto che esistono aspetti carenti sui quali occorre fare un lavoro di approfondimento ed intervenire. È il caso delle biblioteche scolastiche, presenti in modo assai frammentato e diseguale nel nostro Paese, e della pressoché inesistenza della figura del bibliotecario scolastico. L’iniziativa di Pistoia è importantissima per il Forum, anche da un punto di vista prettamente simbolico essendo inserita nel prestigioso contesto della Capitale Italiana del Libro. Ma anche reale, concreto, poiché ci permette di entrare nel merito del nostro tema che è la promozione del libro. Ciò che noi vogliamo è portare l’attenzione sull’ecosistema, la relazione fra editori, librai, lettori, autori e bibliotecari. Infine un ultimo tema e non per importanza: quello delle comunità della conoscenza, etichetta che io uso volendo così intendere tutte quelle realtà che nascono in modo informale intorno ai libri e fanno promozione della lettura dal basso come le biblioteche viventi, i bookclub o i gruppi di lettura».